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NINH BINH
Day 7/8/9
Dal diario di un invasore

NINH BINH
Day 7/8/9
Dal diario di un invasore

A NINH BINH prima di qualsiasi boom/BOOM deve esserci stato il paradiso.

È inverno e di prima mattina ci vuole sempre qualche ora e qualche carezza di sole prima che la natura riesca a mettersi a nudo spogliandosi della veste di tulle che la protegge di notte. È solo così che tutte le sfumature di verde del creato si possono riunire per regalare potentissime allucinazioni monocromo, ed è solo così che una volta abituata la vista ci si può rendere conto che dal verde riemergono timidamente tutti i colori.

In Vietnam si vocifera di storie d’amore fra draghi e fate ma io ho sempre avuto problemi con la fantascienza e a NINH BINH sono riuscita a vedere solo tartarughe giganti con un’infinità di piante sul carapace e formiche operaie con un Nón Lá sulla testa.

A tutte le ore del giorno le risaie sono piene di formichine operaie che con il loro cappello in testa lavorano meticolosamente non curandosi di cosa accade tutto intorno. Sono timide e per nulla maliziose. Provando a richiamarne l’attenzione molto spesso sembrano emozionarsi. Il più delle volte non capendo le richieste sventolano la mano quasi a voler salutare e in un misto di timidezza, dispiacere e curiosità indicano un’altra direzione. Anime semplici e cooperanti.

Sullo sfondo centinaia di gusci di tartaruga si stagliano contro il cielo e sollevano da terra una vegetazione fittissima.

Il paradiso ha un retino troppo fitto per permettere il passaggio alla malizia, l’inquinamento invece passa ovunque.