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Day 3/4 Dal diario di un invasore. LAO CHAI

Day 3/4 Dal diario di un invasore. LAO CHAI

Nel villaggio di LAO CHAI i galli hanno estremo rispetto per il fuso orario di ogni turista e per farlo sentire a casa, nel dubbio, cantano a tutte le ore.

Nel mese di Gennaio le giornate soffiano nebbia e raggi di sole senza preavviso e nessuno sembra preoccuparsene né tantomeno restarne deluso. A LAO CHAI sanno come occuparsi e non preoccuparsi dello scorrere delle cose.

Gli abitanti, quasi tutti dell’etnia dei Black Hmong, hanno mani nere consumate e intrise del colore delle stoffe che lavorano per poter correre all’assalto degli invasori che svegliati dal gallo – nel dubbio ogni ora – si aggirano per le risaie in compagnia di papere, cani, maiali e bufali.  Quasi tutti sanno parlare bene l’inglese (che in Vietnam sembra davvero tutto dire) e lo studiano da soli, mica come quelli di HANOI che hanno bisogno di studiarlo a scuola.

A pochi passi dal centro del villaggio hanno una foresta di bamboo con tanto di guardie, perché è una foresta di bamboo privato. Se non fai parte delle 60 famiglie proprietarie puoi andartene con le tue canne solo pagando.

I fortunelli succhiano spesso canna da zucchero e se la ridono di noi invasori che scambiando la cannamele per il bamboo, una volta entrati nella foresta crediamo di trovarci nel regno della dolcezza infinita tipo una fabbrica di Willy Wonka tutta monotematica e al naturale.

Forse è il caso di dire bio.

Come ad HANOI anche qui sono i re dello scooter ma hanno la medaglia per lo scooter naturale, quello che si fa in altitudine su stradine larghe 50cm con terreno scivoloso trasportando travi o canne legate dietro a mo’ di coda scodinzolante che dio solo lo sa come fra una scodinzolata e l’altra riescano a non farsi trascinare giù dal peso del carico trasportato che decide di andare ad essere felice altrove.

I bambini hmong sanno come giocare, vagano fra le risaie conoscendone ogni minima differenza e quando canta il gallo collegato al loro fuso lo riconoscono e si svegliano sorridenti e urlanti e alle 7 sono tutti in strada pronti per la scuola. Sono piccoli ometti già perfettamente collegati alla loro terra, e non perché la portano in giro fin sopra i capelli.

Ho deciso che la prossima volta che passerò in un b&b di quelli con tanti orologi per diverse fasce orarie disegnerò sopra al GMT+1 di turno una bella cresta rossa e bargiglio.

E al calar del sole tutti a nanna, a LAO CHAI si spengono le luci ché la natura ha bisogno del riposo dei suoi abitanti. I galli meno.