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Day 19/20 Dal diario di un invasore. SIEM REAP / CAMBODIA

Day 19/20 Dal diario di un invasore. SIEM REAP / CAMBODIA

Ed è così che a pancia all’aria guardando il tramonto abbiamo passato il confine via terra su una strada lunghissima e siamo arrivati in Cambogia. Abbiamo sfilato per chilometri prima e dopo il confine, osservati attentamente da chi si trovava al bordo della strada.

È qui che ho preso il sorriso, un po’ come si prende la febbre o il coronavirus. Ho proprio avuto la riprova di quanto possa essere contagioso, eppure avevo la mascherina. Passando mi sono accorta che i bambini fissavano il nostro pullman, non ho idea di come fossimo visti da fuori e di quali riflessi ci fossero sulle lunghe vetrate, so solo che scrutavano con gli occhi stretti stretti e una volta intrappolato lo sguardo – e tolta la mascherina – al minimo cenno al sorriso il loro viso si riempiva di dentini bianchi bianchi e si apriva in un sorriso gustoso. Tuffo al cuore.

La Cambogia è la patria dell’amaca, ce ne sono di bellissime e coloratissime ovunque. Ovunque per dire ovunque. Sui tuc-tuc in attesa di qualche cliente, sulle palafitte, appese una dietro l’altra come i letti dei 7 nani, nelle case fluttuanti, in casa, per strada, ovunque. Ho visto addirittura gente dondolarsi durante un pit stop in macchina  con l’amaca a metà fra un albero a bordo strada e la portiera della macchina. Loro sì che sanno come ottimizzare il tempo trasformando le attese in godimento, relax e dondolìo.

Di Angkor neanche a parlarne.

Ho lasciato lì tutte le parole, lingua srotolata fino a terra e occhi increduli.

Il cuore mi è affondato a Chong Kneas, il villaggio galleggiante nel lago di acqua dolce più grande del sud-est asiatico: Tonle Sap, il posto più assurdo e surreale che io abbia mai visto.

L’unico posto al mondo dove ho visto la gente camminare sull’acqua.

Il villaggio è interamente costruito su piattaforme galleggianti che fluttuano e si adattano alla piena del lago fra una stagione monsonica e l’altra.

Fra un’abitazione e l’altra: il lago.

Bambini che scorrazzano dentro a tinozze metalliche o scatole di polistirolo e con un solo remo sono in grado di far mangiare acqua a chi li segue, pescatori intenti a sbrogliare reti o aggiustare barche fumando a torso nudo mentre levitano sul lago, cani che vagano in 1 metro quadro di casa – incredibilmente sono in moltissimi ad averli, anziani che si dondolano sull’amaca ovviamente disposta in diagonale al centro della casa quadrata e piena di fronzoli, scuole e chiese galleggianti, allevamenti di polli papere conigli, scimmie in gabbia, coccodrilli, tavoli da biliardo, vestiti appesi, cucine in vista, bambini ovunque, pneumatici come parabordi, reti, barche, tank.

Un mondo leggero, in grado di galleggiare dove la nostra mentalità sprofonda.