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HOI AN
Day 13/14/15
Dal diario di un invasore

HOI AN
Day 13/14/15
Dal diario di un invasore

HOI AN deve essere stato il regno più invidiato dalla regina di Biancaneve.

Ogni cosa guardandosi verso i piedi trova il suo riflesso e vibrando un po’ lascia che tutti se ne innamorino.

Un po’ fricchettona, un po’ bohémien, a tratti romantica, essenzialmente sexy.

Bella.

Bella colorata e bagnata da centinaia di lucciole-lanterna che sguazzano trattenendo i desideri più preziosi di chi ancora armato di un briciolo di speranza li libera nel Fiume della Nostalgia alimentando così forza dell’unione. Perché sì, il Thu Bon è conosciuto proprio così, e oltre alla nostalgia in gocce e fiamme ci riporta questa immagine piena di tenerezza innegabilmente umana.

Credo che l’imprinting notturno con HOI AN sia una gran bella botta, di quelle che se avete modo di scegliere quanto forte prenderla la risposta è: prendetela secca.

A me è capitato di innamorarmene di giorno, anche se così com’è è stato davvero un attimo.

A HOI AN ho scoperto che esistono delle coccobarche bellissime e hanno la forma del cocco spaccato – pensa un po’ te.

Galleggiano alla perfezione e se ti impossessi del remo ma non sei un coccodriver rischi di diventare un pianeta e non riprenderti mai più dal girare su te stesso finché non impazzisci.

I coccodomatori passano le giornate a fare i loro origami di palma ad anello per sposare i coccoviaggiatori che li guardano ammirati. Ai vietnamiti, che siano coccodomatori o no, piacciono molto tutte quelle cose di amore, figli, sguardi, baci

e carezze. Per questo si dispiacciono se a 30 anni non hai figli e sono felici di farti sposare sulle loro coccochiese con i loro palmanelli.  Forse perché loro in pubblico sono tristi di effusioni.

Forse perchè quelle cose di amore sono vita.

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Nelle orecchie: Alone in Kyoto // Air